• Fotovoltaico

  • Serre

  • Beni diffusi

  • Coste

  • Relazione conclusiva

L’urbanizzazione, intesa nella duplice accezione di artificializzazione e impermeabilizzazione dei suoli e di insediamento di attività antropiche multifunzionali (residenziali, produttive, commerciali, ecc.) gioca un ruolo di rilievo anche nella definizione delle pressioni sugli agroecosistemi e sulle  acque interne e costiere.

La selezione degli indicatori per misurare le pressioni riconducibili ai fenomeni di urbanizzazione e di artificializzazione dei suoli agricoli e seminaturali è stata improntata su principi di parsimonia (individuare un numero minimo di indicatori che sia comunque efficace nel rendere conto delle variazioni quali-quantitative nei processi di urbanizzazione) e di valorizzazione del patrimonio informativo disponibile. Va dunque letta in questo senso la centralità attribuita alla Carta nazionale del consumo di suolo del SNPA che, per risoluzione geometrica e frequenza di aggiornamento, rappresenta un punto di svolta nei programmi di monitoraggio del consumo di suolo in Italia. 

Si è così giunti a proporre un indicatore di base e due indici complementari:

  • Indicatore di artificializzazione del suolo (IAS)
  • Indice di forma dei tessuti urbani (U-LSI)
  • Indice di dispersione insediativa (SPX).

In questa area tematica confluiscono sei indicatori eterogenei che, tuttavia, presentano come denominatore comune un’attenzione alle interdipendenze fra processi ecologici e attività agricole, unita all’obiettivo di non banalizzare la natura complessa degli ambienti rurali in cui prendono forma sia le molteplici pressioni esercitate sull’agricoltura, sia quelle che, al contrario, originano proprio dall’attività economica primaria – specie nelle sue forme intensive – e interessano le diverse matrici ambientali e la biodiversità.

Se l’indicatore di pericolosità idraulica delle aree agricole evoca fattori di pressione prevalentemente esterni, l’indicatore di distribuzione per uso agricolo di prodotti fitosanitari e l’indice di intensità della gestione agricola (che mira a costituirne la cornice più articolata) sono rappresentativi delle pressioni esercitate dalle attività agricole. Nei modelli concettuali e di calcolo degli altri indicatori (di capacità degli ecosistemi di depurazione delle acque, di controllo naturale dei parassiti, di capacità di stoccaggio e sequestro di carbonio) emerge con maggiore chiarezza una concezione olistica degli agroecosistemi in cui le attività produttive sono supportate dai processi ecologici, alla cui integrità e capacità di rigenerazione appaiono subordinate sia le condizioni di sostenibilità dell’agricoltura, sia il contributo determinante che le vaste aree impegnate dalle coltivazioni e dalle attività connesse (circa il 42% della superficie territoriale nazionale, che sale al 65% in Puglia) sono chiamate a fornire alla transizione ecologica, e alla mitigazione dei cambiamenti climatici in particolare.

L’elenco completo degli indicatori comprende:

  • Indicatore di pericolosità idraulica nelle aree agricole
  • Indicatore di capacità degli ecosistemi di depurazione delle acque
  • Indicatore di distribuzione per uso agricolo di prodotti fitosanitari
  • Indice di Intensità della gestione agricola
  • Indicatore di controllo naturale dei parassiti
  • Indicatore di capacità di stoccaggio e sequestro di carbonio.

A causa della combinazione tra pericolosità multiple e alta vulnerabilità, il Mediterraneo è considerato un hotspot di rischi climatici. In questa area geografica, l’aumento di temperatura (rispetto alle temperature pre-industriali) si rivela maggiore rispetto a quanto registrato a livello globale (+1,5 °C per il Mediterraneo e +1,1°C a livello globale). Il bacino del Mediterraneo si trova infatti in una zona di transizione tra il clima arido del nord Africa e il clima temperato e piovoso dell’Europa centrale.

Con i quattro indicatori proposti si intende monitorare trend e anomalie, delle principali variabili climatiche nel territorio regionale (rispetto al periodo climatologico di riferimento) e fornire un contributo più specifico alla valutazione degli effetti di tali cambiamenti (e, più in generale, della variabilità climatica) sul comparto agricolo e sugli agroecosistemi in Puglia (indice di aridità e standardized precipitation index).

Per una descrizione dettagliata di ciascun indicatore si rimanda agli elaborati di progetto, accessibili dal sito istituzionale:

  • Indicatore di anomalia delle temperature 
  • Indicatore di anomalia delle precipitazioni 
  • Indice di aridità
  • Standardized Precipitation Index (SPI).

Gli indicatori relativi all’area tematica paesaggio costituiscono, innanzitutto, un aggiornamento e un approfondimento di quanto elaborato nel Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) della Regione Puglia. Rappresentano, inoltre, sperimentazione di una modalità di lettura e valutazione della complessità del territorio rurale o del territorio costiero a seconda dei casi.

Molteplici sono i possibili utilizzi dei diversi indicatori elaborati: quale strumento di monitoraggio, per esempio nell’ambito delle attività di monitoraggio VAS degli strumenti urbanistici comunali; quale strumento per la verifica delle previsioni di un piano urbanistico o territoriale o quale strumento di supporto alle scelte di pianificazione; quale ausilio per la valutazione dell’impatto potenziale di eventuali progetti o, ancora, per la valutazione /individuazione di possibili alternative progettuali; quale riferimento per regolamentare e definire un limite a determinate dinamiche, per esempio di artificializzazione.

In ragione della diversità di dati territoriali, procedure di calcolo e ambiti di applicazione dei quattro indicatori, si rinvia agli elaborati di progetto, accessibili dal sito istituzionale, per l’illustrazione concettuale e metodologica, nonché per una rappresentazione completa dei casi d’uso:

  • Indicatore di artificializzazione del paesaggio rurale – impianti fotovoltaici
  • Indicatore di artificializzazione del paesaggio rurale – serre
  • Indicatore di distribuzione dei beni diffusi del paesaggio rurale
  • Indicatore di valore e integrità del paesaggio costiero